L’importanza di chiamarsi Kanye.
La comparsa di Kanye West sulla scena può essere considerata un fulmine a ciel sereno. Il rapper e produttore nasce ad Atlanta e cresce a Chicago, senza però avere molto in comune con la città della Trap e quella del Drill. Al contrario la sua musica si allontana completamente dai classici immaginari gangster. Dopo aver prodotto alcune tracce per artisti all’epoca già affermati come Jay Z, nel 2004 pubblica “The college dropout“, disco parte di una prima trilogia di progetti che proseguirà con “Late registration” e si concluderà con il distaccato “Graduation“.
Tutti e tre lavori ottimi per quanto lo stesso West abbia fatto di meglio durante la sua carriera musicale. Già con i primi album Yeezy aveva stupito una scena che nei primi 2000 stava affrontando una “crisi di identità”, culminata con la nascita della Trap music. Poco tempo dopo il capitolo conclusivo della trilogia scolastica Kanye modifica completamente la sua visione della musica, causa eventi drammatici come la morte delle madre. Questo lo porta a pubblicare nel 2008 “808s & heartbreak” che oltre ad essere un disco molto triste e malinconico è anche una tappa non irrilevante per la musica urban, inoltre ispirerà svariati artisti negli anni successivi e farà tornare di moda l’utilizzo della Roland TR-808, che oggi giorno è presente in buona parte delle produzioni Trap.
Finito questo periodo della sua vita (e della sua musica) ritorna il Kanye preferito dai fans e dal pubblico, meno malinconico e più vario a livello di argomenti e liriche. Molti lo reputano il suo miglior prodotto oltre che tra i suoi più grandi successi, sto parlando di “My beautiful dark twisted Fantasy“, lavoro a dir poco impeccabile che presenta molti featuring, a differenza del precedente. Classico da avere assolutamente nella propria collezione che consacra Kanye come una figura unica ed inimitabile.
Successivamente, precisamente nel 2013, l’artista sorprende tutti con “Yeezus“, lavoro immediatamente elogiato dalla critica ma che lasciò molto dubbiosi i fans. Oltre alla copertina praticamente inesistente (dovuta al fatto che Kanye credesse la musica in copia fisica morta) presenta sonorità molto sperimentali e particolari. Ed è proprio la particolarità la forza di Yeezus, ciò che lo rende un lavoro per nulla anonimo, cosa non semplice dato l’enorme distacco mantenuto tra i lavori precedenti. A differenza del precedente non ci sono featuring.
Gli anni successivi saranno infernali per la fanbase del rapper di Atlanta, poiché le voci sul nuovo disco saranno continue, ma solo nel 2016 (dopo aver cambiato titolo diverse volte) arriverà “The life of Pablo“, prodotto come al solito molto discusso dalla critica e dai fans, principalmente bocciato, anche se col tempo quasi completamente rivalutato. Si tratta di un disco che per quanto ben pensato non soddisfa le aspettative, dati i continui alti e bassi, si passa da tracce bellissime ad alcune davvero evitabili.
Da citare anche “Watch the throne” assieme a Jay Z, celebre particolarmente per la super hit “Niggas in Paris” e “Cruel Summer“, lavoro composto assieme al suo collettivo, la GOOD music. Senza esagerare siamo davanti al più grande trendsetter degli anni 2000, una leggenda vivente che ha saputo smuovere intere scene musicali rap e non con i propri lavori.. Indubbiamente uno dei personaggi più eclettici e importanti della storia della musica che nonostante non possieda particolari capacità come MC è riuscito a segnare diverse generazioni, e continua ad essere una figura di rilievo nel panorama Hip-Hop americano e mondiale.
“Now that don’t kill me, can only make me stronger”