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Machete: il concetto di crew 2.0

Machete. Nell’ambiente dell’hip hop questa non è una voce disambigua come su Wikipedia ma è un nome associato ad una ben precisa identità. Per chi fosse ancora dubbioso, assicuro che non stiamo parlando degli omonimi film girati nel 1958 e nel 2010, né della serie televisiva filippina del 2011. Per il rap italiano vi è una sola collocazione riferita a questo vocabolo: Machete Productions.

Questa storia inizia nel settembre 2010, ad Olbia, quando un artista visionario getta le basi di quella che diventerà una delle etichette discografiche indipendenti più importanti nel nostro paese. Stiamo parlando di Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, il quale fonda la Machete Production insieme a DJ Slait, En?gma, El Raton ed altri amici della stessa città. Quella che all’inizio sembra una classica crew è in realtà una vera e propria evoluzione dello stesso concetto: nonostante la presenza di writer, breaker, beatmaker e rapper, questo collettivo espande i propri orizzonti affacciandosi al web ed al multimediale come canali preferenziali di comunicazione e di diffusione delle proprie produzioni, introducendo anche la presenza di grafici, registi, videomaker e web designer all’interno delle proprie fila. Una rivoluzione incredibile in un panorama fin troppo legato alle vecchie regole dell’editoria musicale.

Il progetto parte con la giusta marcia: nel 2011 Salmo realizza il suo primo album prodotto interamente in studio, “The Island Chainsaw Massacre”, ed ottiene l’attenzione di tutta la penisola. Grazie al suo team, i live in cui si esibisce risultano innovativi e piacevolmente sconvolgenti ed i video dei singoli estratti dal suo lp sono delle piccole chicche cinematografiche (ricordiamoci “L’Erba di Grace” oppure “Yoko Ono”) .

Da quel momento la strada di Salmo e della Machete Productions è un’escalation di successi. Nel 2012 il rapper sardo firma per la label Tanta Roba (da cui uscirà nel 2014) e, contemporaneamente, dà vita ad un nuovo compartimento  della sua creatura: la Machete Empire Records. Questa sezione nasce come etichetta discografica indipendente specializzata in musica rap e colpisce subito duro sfornando “Machete Mixtape”, “Blood Vynil Mixtape” e “Machete Mixtape Vol. II” tutti nello stesso anno. Questi ep aggrediscono la scena con prepotenza grazie anche alle collaborazioni con molti nomi “pesanti”: Ensi, MadMan, Nitro, Bassi Maestro, Jack The Smoker, Clementino, Mezzosangue, Gemitaiz e Rocco Hunt, Fritz Da Cat e Belzebass.

Con il passare del tempo cresce il prestigio e la fama della Machete Empire. Primo e Tormento scelgono la compagnia sarda per la produzione dei rispettivi mixtape; i Menhir per la registrazione del loro album “Abissi”. Inoltre, dal 2013 in poi, al roster del collettivo si aggiungono stabilmente Jack The Smoker, Denny the Cool , gli olandesi Dope D.O.D., Low Kidd, Nitro, Pepito Rella, Rasty Kilo, Riky, Kill Mauri, Rose Villain e, alla fine del 2016, il promettente Axos (attualmente si vocifera di un ipotetico ingresso di Dani Faiv… ).

Contemporaneamente all’evolversi della branca musicale, Salmo genera la Machete Art & Films, sezione specializzata nell’elaborazione di contenuti artistici differenti, come video, foto, writing e grafiche. L’operazione risulta necessaria per riunire la production del loro staff in un unico reparto, oltre ad avere un team di esperti che può venire ingaggiato da altre entità per fornire un servizio di qualità in questo settore specifico (scelta imprenditoriale ineccepibile). Ad oggi i componenti della Machete Art & Films sono ben otto, tutti specialisti nel loro campo: Charlie, Mirko De Angelis, Marco De Masi (aka BLOW ZERO), Francesco Liori (aka Fr3nk, aka Eye of providence), Andrea Folino, Karma, Alberto Salvucci e Andrè Suergiu.

Ma non è tutto. Il collettivo Machete si inventa anche brand, proponendo capi di abbigliamento e accessori. L’evoluzione poi si espande anche nel merchandising, infatti l’etichetta riesce a siglare un accordo con la Clipper Italia per una collezione di accendini con le grafiche dei principali Macheteros. A Lucca Comics and Games 2016, inoltre, è stato presentato il gioco di carte “Machete: The Game”, realizzato in collaborazione con la Freak & Chic. Questa è visione commerciale a 360 gradi, innovativa e spiazzante.

Analizzando tutto ciò risulta impossibile non notare la lungimiranza e l’apertura mentale del Sig. Pisciottu che ha davvero rivoluzionato un concetto ancestrale e radicato come quello di crew. Salmo ha trasformato un classico gruppo di matrice hip hop in un conglomerato più complesso ed articolato, il tutto senza snaturarne l’appartenenza. Possiamo affermare che il team Machete sia seriamente un’idea unica nella nostra penisola. Sperimentazione artistica ed imprenditoriale allo stato puro. Al rapper olbiese dobbiamo veramente riconoscere un acume incredibile perché, nonostante le vociferate spigolosità caratteriali e le scelte drastiche che hanno portato alla rottura con En?gma e Kill Mauri ed a polemiche con altri artisti combattute a suon di Instagram stories e dichiarazioni sui social, insieme ai suoi collaboratori ha costruito da zero un progetto apparentemente “old school”, facendolo evolvere e trasformandolo in un diretto competitor delle etichette musicali più grandi e famose, potendo gareggiare con loro quasi ad armi pari. Tutto questo diventa ancora più speciale se andiamo a considerare che in Italia la Machete sia l’unica label ad offrire una quantità di servizi così elevata, soprattutto l’unica ad essere accessibile ad artisti promettenti.

È quindi chiaro, lampante e corretto il concetto di crew 2.0 associato al nome della Machete Productions comprensiva delle sue “ali”, la Machete Empire Records e la Machete Art & Films. In un mondo che va sempre più veloce, che nel business tende ad offrire pacchetti di benefit estesi a più campi, che anela ad un web 2.0 sempre più efficace ed interconnesso, Salmo applica lo stesso discorso alla cultura dell’hip hop, fondendo insieme ad essa tendenza e business. Per ora non sappiamo se tutto questo gioverà o no specificatamente alla componente artistica della musica, se eleverà il livello del rap o lo spingerà sempre più verso le sonorità commerciali ed i trend del momento, tuttavia le intuizioni di Salmo Lebon stanno dimostrando una matrice di stampo geniale alla loro base. Diabolicamente geniale.


Marco Rivoli

Classe 1981, ho iniziato ad ascoltare rap ed a vivere l'hip hop nel 1994 con le prime puntate di One Two One Two su Radio Deejay. Ho fatto e continuo a fare tante attività nella mia vita, anche in campi molto distanti fra loro, eppure la passione per la doppia h non mi ha abbandonato.

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