Uccideresti mai un usignolo? Ernia firma il suo riscatto e vola verso i big
A qualche mese di distanza da “No Hooks Ep”, Ernia ha rilasciato un web-album dall’evocativo titolo di “Come Uccidere Un Usignolo”
Un grande protagonista culturale del ‘900 italiano, Pasolini, sosteneva che un uomo non può collocarsi al di fuori della sua storia. Ernia fa suo l’insegnamento e non rinuncia al passato: i tempi della Troupe d’Elite, gli schiaffi presi dalla critica e soprattutto da una parte del pubblico che non lo aveva compreso, le esperienze e le difficoltà successive non sono rinnegate, ma, anzi, integrate come pietra angolare per la costruzione di due identità che si intersecano: l’uomo Matteo e l’artista Ernia, i veri protagonisti di questo web-album.
È proprio su questo dualismo che si basa Come Uccidere Un Usignolo: Ernia è un rapper consapevole delle proprie doti tecniche, non ha timore di metterle in mostra e di prendersi una scena ancora in bilico tra sonorità più “classiche” e trap; Matteo è un ragazzo in quella fase della vita in cui è necessario diventare uomini, con tutto il carico di angosce che ciò comporta, e non può e non vuole dimenticare il suo passato, base di costruzione di un futuro da protagonista.
L’album inizia con una vera e propria dichiarazione d’intenti, QT, che al di là del suo aspetto da “hood anthem”, fa trasparire chiaramente la volontà dell’autore: porsi come fautore di uno stile tutto suo e assolutamente alternativo alla trap.
L’aggressività dell’ “Evil Ernia” prosegue in Gotham per poi trovare una pausa in Feeling, prima parte del percorso di Matteo: il beat di Marz (che ha prodotto gran parte delle tracce) accompagna il primo viaggio più personale sull’ impossibilità di piegare le volontà altrui alle nostre.
Segue Madonna, in cui è presente anche Rkomi (unico featuring di questo lavoro), che non aggiunge nulla dal punto di vista contenutistico, ma suona potente, potentissima.
Dopo Madonna si ha lo stacco più netto del disco, con Bella: la bellissima base di Tradez suona molto “classica” e fa da tappeto alla canzone più significativa di Come Uccidere un Usignolo, tutta imperniata sul ricordo di un grande amore ormai finito che si trascina ancora con qualche messaggio sporadico.
Ehi Boy è un’analisi spietata della scena rap, vista da dietro le quinte, mentre Amici (prodotta da Noise) è un altro capitolo importante nel percorso del ricordo: il ricordo della fase dell’adolescenza, il ricordo delle basi di un’amicizia (si presume con Mario/Tedua) che ancora oggi prosegue e permette a Ernia di crescere.
Come Uccidere un Usignolo si apre con una dichiarazione d’intenti e finisce con un’altra: la traccia omonima, partendo dal ricordo delle ali spezzate al giovane Matteo (ai tempi della Troupe d’Elite), rende chiara la volontà del rapper di prendersi la scena con il prossimo album (che forse si chiamerà “Sessantotto”) senza risparmiarsi nulla, neanche il suo stesso sangue.
Come Uccidere un Usignolo non è un lavoro che farà gridare al “disco
dell’anno”, ed è questa la sua forza: accanto a tracce potenti, fatte per
impressionare l’ascoltatore e mettere in mostra tutto il suo bagaglio tecnico, Ernia sceglie
di incamminarsi su un percorso più personale, più intimo,
che mostri anche le sue debolezze, i suoi momenti cupi, i suoi cedimenti, per dare davvero
tutto se stesso all’ascoltatore.
Le tracce come QT, Gotham, Ehi Boy, Gotham ci consegnano un rapper in grado di reggere il
paragone con i nomi più altisonanti della scena in fatto di tecnica di scrittura e di
ricerca delle rime, Feeling, Bella, CUUU ci danno il ritratto di un artista che sa sfruttare
al meglio la sua innata sensibilità e la sa elevare a vette altissime.
Spezzare le ali ad un usignolo è facile, ma se poi riesce a rialzarsi nulla potrà fermarlo, neanche il buio che si nasconde oltre ogni siepe.
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