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Nicki Minaj indossa gli insulti: la collaborazione con Diesel infiamma la Fashion Week

Altro Settembre, altra Fashion Week, kermesse che quest’anno ci regala la scesa in campo di Nicki Minaj e Gucci Mane al fianco di Diesel.

Come ogni anno a Settembre nelle grandi capitali della moda approda la Fashion Week: sfilate, feste esclusive in cui negli ultimi anni abbiamo visto partecipare molti artisti del panorama rap sia in veste di ospiti sia come modelli in passerella.

Quest’anno il brand italiano Diesel ha deciso di lanciare durante la fashion week milanese la sua nuova capsule collection in collaborazione con l’auto-proclamata Queen del rap Nicki Minaj: Ha(u)te Couture.

L’idea alla base di questa collezione come si evince dal nome stesso è l’odio, in particolare quello che parte dal web dove la vera identità delle persone molto spesso si nasconde dietro account e nickname falsi.

Cosa ha pensato di fare Diesel? Prendere gli insulti più pesanti rivolti alle persone e indossarli; non a caso lo slogan di questa collezione è The more hate you wear, the less you care

Come testimonial d’eccezione non si poteva che scegliere Nicki Minaj, molto discussa in questo ultimo periodo, partendo dal pezzo “Barbie Dreams” dove nomina diversi colleghi della scena statunitense tra cui Drake, 50Cent, DJ Khaled, per poi passare alle accuse fatte a Travis Scott che l’ha spodestata nelle classifiche musicali relegandola al secondo posto.

L’ultimo evento in ordine cronologico che ha fatto molto parlare è lo scontro avvenuto durante la New York Fashion Week con Cardi B, che dopo presunte affermazioni da parte di Nicki Minaj sulla neonata Kulture e le sue capacità genitoriali non ci ha visto più e ha lanciato la sua “bloody shoe” verso la rivale per poi essere accompagnata fuori dall’evento con un visibile bernoccolo, sul quale il web si è scatenato a suon di meme.

Una scelta azzardata, quella di Diesel, che come volevasi dimostrare ha riscosso molte attenzioni sul Web con opinioni contrastanti: alcuni supportano Nicki, altri l’attaccano a causa dei diverbi in passato che coinvolsero la rapper di Trinidad; si ricordano quelli con Lil Kim, Remy Ma, e Miley Cyrus.

Un altro rapper presente nella campagna è Gucci Mane, che indossa l’insulto ‘Fuck You Imposter’.

Il messaggio lanciato da Diesel è quello di denuncia verso la realtà social che molto spesso fa cyberbullismo. Una parte del ricavato andrà all’organizzazione no-profit Only The Brand Foundation, il quale scopo è quello di riequilibrare la disuguaglianza sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile delle aree e delle e persone svantaggiate in tutto il mondo.

Nel mondo politically correct, personalità focose e fumantine come la Minaj sono definite The Bad Guy, ma girando l’angolo ed entrando nel rap game, dove ciò che è scorretto è legge, assistiamo spesso e volentieri a beef tra artisti senza peli sulla lingua che esprimono la loro opinione senza mandarle a dire.

Non è quindi un caso che le community di tutto il mondo rispettino più le veementi risposte sopra il beat rispetto a ‘sneak dissing’ tramite dichiarazioni alla stampa o, peggio, tramite Instagram.

Per fortuna c’è chi continua ad onorare le tradizioni, come nel caso di Eminem e Machine Gun Kelly.

 

 

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