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Quentin sulle orme di MHD: l’Afrotrap è arrivata in Italia

L’apertura di Quentin40 al concerto di MHD il 21 novembre ai Magazzini Generali è l’ennesima conferma che il giovane rapper romano non è più una scommessa ma una stabile – ed originale – certezza della new wave nostrana.

Quentin ha educato sin da subito il suo pubblico ad un immaginario diverso da quello della stragrande maggioranza dei suoi colleghi: in primis ha creato uno slang ripreso in seguito da molti altri rapper, ma soprattutto ha tratto ispirazione dalla scena rap francese piuttosto che sbirciare oltreoceano.

Ed è proprio questo che lo rende riconoscibile in una massa uniforme di gioielli e vestiti attillati: il giovane Quentin si distanzia anni luce da quell’immaginario ormai globalizzato, scegliendo le grigie periferie di Parigi alle fantomatiche trap house di Atlanta.

I primi cenni di questa sua scelta artistica si hanno nei primi singoli – vedi Thoiry – dove egli paragona la sua zona allo zoo di Thoiry, iniziando anche a masticare termini francesi, i quali rendono l’attitudine del giovane rapper ancor più real.

In Giovane 1 invece c’è tutta l’essenza del concetto di quest’articolo: videoclip in bianco e nero (in piano sequenza), tute anni ’90, ragazzi che muovono passi di breakdance in un parchetto e una tale fotta che pareva di vedere il cult movie La Haine. Tutti questi elementi, sommati ad una padronanza sempre più acuta della lingua francese, compongono l’originale mood di Quentin40.

La notizia poi, qualche settimana fa, della sua apertura al concerto di MHD ha, di fatto, poggiato la spada del rap made in France sulle spalle chinate del giovane rapper romano, il quale è stato designato – più che meritatamente – dall’afro-trap king per aprire un concerto tanto importante quanto insolito in Italia.

Si, perchè un’altra peculiarità di Quentin è il suono che è riuscito a creare – insieme al suo produttore Dr.Cream – molto più vicino a quello del rapper francese piuttosto che alla trap statunitense. Certo, specifichiamo che quella di Quentin non è di certo afro-trap, ma i suoni prodotti e le melodie create calzano alla perfezione con quell’immaginario tanto amato.

Non ci resta, dunque, veder performare il Giovan8 su un palco così importante come i Magazzini Generali e soprattutto prima di una star del rap europeo come MHD, magari cercando di trarne ispirazioni per continuare a comporre il mosaico del suo personaggio. Magari per un ulteriore avvicinamento al tanto amato rap francese. Magari imitando – e non scopiazzando – l’attitudine di MHD. Come Vincent Cassel in La Haine, appena 18enne, che mima le movenze di De Niro allo specchio.


Riccardo Rochira

Penso sia troppo presto per scrivere la mia biografia.

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