Straight Outta Hollywood, i Rapper al Cinema
Los Angeles. Costa Ovest degli Stati Uniti d’America. Clima mite, sole tutto l’anno, spiagge enormi e famose in tutto il mondo, poche decine di chilometri la separano anche da biomi montani o desertici. Ma Los Angeles non è solo questo, Los Angeles è anche grandi disparità sociali, periferie abbandonate, gang di strada (ne abbiamo parlato qui) rivolte, fiumi di droga e un tasso di violenza e criminalità tra i più alti degli States. Forse è per questi motivi che qui si intersecano due delle più grandi industrie del paese, il cinema e l’hip-hop.
Da anni ormai, questi due mondi, all’inizio piuttosto distanti tra di loro, sono andati avvicinandosi e negli anni si è potuto sempre più spesso leggere sulle locandine dei film il nome di esponenti della scena hip-hop americana. La maggior parte di loro ha ricoperto perlopiù ruoli da attore (o da compositore, che però in questa sede non prenderemo eccessivamente in considerazione) ma alcuni si sono anche destreggiati in ruoli di sceneggiatore, produttore o addirittura regista.
Vediamone alcuni:
Will Smith
Will Smith è forse uno degli esempi più grossi di rapper entrato e fusosi con lo star system Hollywoodiano. Partito con il due assieme a Jeff Townes chiamato DJ Jazzy Jeff & the Fresh Prince ottennero una discreta fama musicale. Questa fama portò il giovane William a conoscere il jazzista e poi produttore cinematografico Benny Medina con cui ebbe l’idea di creare una sit-com quasi autobiografica che parlasse di un giovane ragazzo di Philadelphia che va a vivere a Los Angeles, più precisamente nel distretto di Bel Air. Nacque così una delle sit-com più apprezzate di sempre e che ha segnato un’intera generazione: Willy il principe di Bel Air.
Nonostante poi da lì in avanti la carriera attoriale di Will Smith sia poi decollata abbandonando progressivamente la musica il giovane principe di Bel Air non ha mai dimenticato le sue origini artistiche e per anni ha continuato a esibirsi in qualche freestyle durante le interviste o le conferenze stampa e addirittura ha rilasciato sporadicamente dei brani e degli album di cui l’ultimo risale al 2005 dal titolo Lost & Found.
Ice Cube
Altro personaggio che ha segnato la storia dell’hip-hop mondiale prima di sbarcare al cinema è stato O’shea Jackson, meglio noto come Ice Cube, membro di spicco dello storico gruppo che lanciò il gangsta rap nel mondo, gli N.W.A.
Tralasciando proprio l’adattamento cinematografico sugli anni di gloria di questo storico gruppo Ice Cube, una volta lasciati gli N.W.A. approfondisce quella che è una sua seconda passione, il cinema.
Si ritrova così nel 1991 a debuttare come attore protagonista nel film Boyz n the Hood (in italia arrivato col sottotitolo Strade Violente) diretto da John Singleton. Il film, alla cui stesura della sceneggiatura si dice abbia collaborato lo stesso Cube, racconta senza filtri la violenza delle periferie losangeline e fu candidato nel 1992 al premio Oscar come miglior sceneggiatura originale e come miglior regia.
Da lì in poi la carriera cinematografica di Cube decolla vedendolo partecipe come attore o come produttore in media di due produzioni all’anno, molte delle quali destinate esclusivamente al mercato interno statunitense e rimaste quindi inedite in Italia. Tra le più importanti lo ricordiamo come protagonista nei tre film comici della serie Barbershop ( arrivato in Italia come La Bottega del Barbiere) rispettivamente del 2002, 2004 e 2016. Inoltre fu protagonista in Fantasmi da Marte, poco felice horror fantascientifico di John Carpenter del 2001, e tra i personaggi principali di xXx 2 con Vin Diesel e del recente terzo capitolo del 2017 xXx: Return of Xander Cage.
Certamente la sua carriera cinematografica non è stata sfavillante come quella di Will Smith ma dalla sua Cube può dire di aver portato avanti in maniera molto più equilibrata i progetti musicali e quelli cinematografici. Parallelamente a Boyz n the Hood esce infatti nel 1991 Death Certificate che vende oltre un milione di copie. L’anno dopo con la pubblicazione di The Predator ottiene il disco di platino in meno di una settimana. Certamente mano a mano che ci sia allontanava dai fasti storici degli N.W.A. la popolarità musicale di O’Shea Jackson è scemata un po’ ma senza lasciarlo mai sparire nel dimenticatoio dei rapper e lo hanno visto pubblicare di recente anche tracce di successo come Good Cop Bad Cop uscita quest’anno.
50 cent
Curtis James Jackson III è da sempre stato un personaggio poliedrico, tra alti e bassi di carriera sia musicale che privata ha comunque segnato una pagina importante nella storia del rap mondiale.
Sicuramente la sua particolare storia personale, caratterizzata da un’infazia e adolescenza di estrema povertà e violenza nel Queens a New York, hanno ispirato il film che lo ha portato all’esordio sul grande schermo, Get Rich or Die Trying. Il film, che riprende il nome del celebre e storico album del rapper, è un film biografico basato sulla reale vita di 50 Cent.
50 tuttavia, come detto in precendenza, è un uomo che ha sempre saputo destreggiarsi in ogni situazione e intuite le possibilità nel cinema decide di avviare una carriera imprenditoriale/attoriale in parallelo a quella musicale. In media da quel momento in poi produce circa un film all’anno e si ritaglia quasi sempre una parte in ogni film che produce. Tra le più importanti ricordiamo Sfida senza regole, pellicola del 2008 con Al Pacino e Robert De Niro, Il Cacciatore di Donne (di cui era produttore esecutivo), la commedia action del 2015 Spy e sempre nel 2015 produce e recita nel ruolo di un manager di boxe nel film Southpaw diretto da Antoine Fuqua.
Curtis tuttavia non si è destreggiato solo nel ruolo di attore/produttore ma si è anche cimentato nella scrittura di episodi per alcune serie poliziesche americane e nella direzione e scrittura di un mediometraggio: Before I Self Distruct, titolo omonimo alla raccolta musicale di 50 Cent che si proponeva così di promuovere.
Ovviamente questi sono solo tre esempi di esponenti dell’hip-hop mondiale che hanno sperimentato anche la vita sul grande schermo. Tuttavia esistono anche altri esempi di cui forse il più noto a molti è Eminem nel film parzialmente autobiografico 8Mile del 2002 che gli valse il premio Oscar per la miglior canzone con Lose Yourself, pezzo poi diventato iconico.
Anche Tupac Shakur sperimentò più volte la vita sul grande schermo con film di cui spesso era produttore e che riportavano spesso il suo immaginario di gangsta rapper sullo schermo. Tra i più famosi possiamo ricordare sicuramente Nothing but Trouble del 1991, Poetic Justice del ’93 e il celebre Gang Related (Istinti Criminali) del 1997. C’è da dire che sicuramente non tutti i film in cui partecipò ebbero un grande successo e alcuni di essi oggi possono essere tranquillamente bollati come veri e propri film tendenti al trash.
Nonostante ciò Tupac risultò molto apprezzato dai registi hollywoodiani anche a causa della sua estrosa personalità. Voci di corridoio dicono che fosse addirittura stato contattato alcuni mesi prima della sua morte da George Lucas poichè il regista stava meditando di assegnare a lui il ruolo del jedi Mace Windu nella seconda trilogia di Star Wars in preparazione in quel periodo.
In tempi recenti invece abbiamo potuto vedere sul piccolo schermo anche esponenti della scena Hip-Hop più moderna.
Per esempio nella fortunata serie Mr.Robot uno degli amici del protagonista (Leon) è interpretato dal rapper di successo classe ’95 Joey Badass.
Inoltre anche uno dei gruppi più sulla cresta dell’onda nella scena rap mondiale, i Migos, hanno fatto la loro comparsa con una piccola parte all’interno della serie Atlanta, serie tv ambientata per l’appunto nella città d’origine del gruppo.
Sono poi innumerevoli e impossibili da citare tutte le singole comparsate dei rapper nelle sit-com americane o nelle piccole serie televisive destinate esclusivamente al pubblico interno americano.
Che Hollywood sia in cresi con le idee per i film è evidente ormai da molti anni e il numero esorbitante di remake, reboot e sequel o di film con sceneggiature non originali è sotto gli occhi di tutti e fa da prova di questa crisi.
E’ possibile che la scena rap mondiale (in questi anni essa stessa in continuo fermento come non succedeva da anni) possa, inserendosi magari sempre più all’interno del business cinematografico/televisivo come era sucesso negli anni’90, portare una ventata nuova di idee? Ai posteri l’ardua sentenza.