Fiori cresciuti in mezzo ai sampietrini: tutto sulla 126 Guasconi
Il nostro viaggio alla scoperta della crew 126 Guasconi inizia su quei gradini di Viale Glorioso a Trastevere (RM), dedicati al maestro Sergio Leone, che hanno dato il nome (o meglio il numero) al gruppo.
126 gradini che hanno dato ispirazione, fomento e speranza ad un gruppo di amici che ad oggi suonano e convincono in tutta Italia.
“Siamo dei ragazzi di Trastevere, descriviamo la nostra quotidianità tramite piccoli dettagli” ha detto in un’intervista Franco126, componente del gruppo, delineando perfettamente la natura e l’intento di tutto il collettivo: descrivere a pieno la propria realtà, anche se in modi e stili differenti. Proprio questo è uno dei punti di forza dei 126, la diversità di flow, tematiche, metriche e basi che contraddistingue ogni singolo membro del crew. Ma andiamo per ordine.
Carl Brave e Franco126 sono due esponenti del collettivo trasteverino che con il loro album “Polaroid”, composto da 10 singoli pubblicati tra settembre e aprile su YouTube, hanno venduto 500 copie fisiche in pochi giorni, riscontrando di fatto grande successo in tutta la Penisola. Il loro stile è un mix tra l’indie di Calcutta e il rap “de core” di Coez; mescolano basi elettroniche con tematiche profonde, l’autotune a quel sentimento quasi di timidezza davanti al microfono.
Ketama126 è un altro membro del crew, stravagante nei testi e nel look, forse il più vicino alla scena trap nazionale. Pubblica il suo ultimo album “Oh Madonna” circa un mese fa, il 6 giugno per la precisione, riscontrando anche lui un discreto seguito. Le sue tematiche e sonorità, pur mantenendo uno stampo del tutto originale, ricordano vagamente la Dark Polo Gang, con cui tra l’altro ha un ottimo rapporto.
Molto vicino all’immaginario di Ketama troviamo Pretty Solero, fondatore del movimento Love Gang, intesa più come mentalità che come vero e proprio gruppo. Anche lui giovane rapper promettente, alla base del suo sound ci sono strumentali trap e autotune in abbondanza a rimarcare i temi sempre incrini al trend del momento, contraddistinti però da quel tocco di fantasia e sregolatezza che gli appartiene.
Ugo Borghetti invece è quel rapper strettamente “de Roma”, che rimarca l’accento per evidenziare il concetto espresso. Riprende quel rap vecchio stampo che ha da sempre caratterizzato la capitale, ha contenuti forti e spesso utilizza la musica per raccontare crude realtà. Al contempo però riesce a tirar fuori quella vena sentimentale che gli permette di fare pezzi meno real e più soft.
Asp126 è a sua volta riconducibile al mood di Pretty Solero e al filone trap che domina in Italia; basi elettroniche e doppi strati di autotune sono ormai un must per gran parte della scena, anche se lui riesce a mantenere una certa identità e un tocco alquanto originale.
Del collettivo 126 fanno parte inoltre i due producer Drone e Nino B. Tutta la crew è gestita dall’etichetta indipendente Bomba Dischi, che tra gli altri gestisce numerosi artisti indie come Calcutta e Gazzelle.
Questo gruppo così genuino e originale sta ormai spopolando in tutta la nazione, chi più chi meno; la loro diversità e le loro ambizioni li porteranno dov’è giusto che sia, perchè non c’è nulla di più meritocratico della musica. Fai successo quando alla gente piaci. E se piaci alla gente vuol dire che la tua musica è fatta bene.
I risultati, ad oggi, sono positivi. Non ci resta che stare a guardare, o meglio a sentire, dove arriveranno questo gruppo di ragazzi che deve tutto a quei centoventisei gradini di viale Glorioso.