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Daytona di Pusha T è stato, a furor di popolo, uno dei migliori dischi rap del 2018. Il terzo capitolo della carriera solista del rapper di New York è stato uno dei candidati al Grammy per il miglior disco hip-hop, poi vinto da Cardi BPusha ha di nuovo confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il suo status di peso massimo nel presente del rap americano.
Da dove comincia la sua lunga ascesa al trono?

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Non lo capisco. Non ho mai visto nessuno muoversi così su un campo“. Andre Agassi rievoca così nella sua autobiografia il primo incontro con un esordiente Rafael Nadal, in procinto di cominciare la propria scalata all’Olimpo del tennis. Nell’ormai distante 2015, parole analoghe venivano sussurrate dagli appassionati di rap italiano per commentare “Julian Ross“, il mixtape con cui un ancora implume Izi varcava per la prima volta la soglia della fama locale  e cominciava ad imporre il proprio nome sull’intero territorio nazionale.

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La scena rap italiana sta avendo sempre di più un occhio di riguardo verso i colleghi d’oltralpe. Ultima in questo senso, è stata la collaborazione di Izi con Dosseh a creare la versione italiana di Habitué. Prima ancora era stato il turno di Capo Plaza nella versione deluxe del suo album 20 a collaborare con l’astro nascente Ninho in Billets. Si sono rivelati featuring di grande successo sia musicalmente che come unione tra la scena rap nostrana e quella francese, aprendo le strade ad una maggiore comunicazione ed influenza reciproca.

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