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L’ultimo capitolo della storia tra Hip-Hop e Rock: l’emo rap

Da che mondo è mondo, esponenti dell’hiphop e del rock hanno cercato di fondere le caratteristiche dei due generi per ricavarne un sound più o meno nuovo, in grado di differenziarsi dalle sonorità più comuni dei diversi periodi storici.

I Run DMC per esempio hanno esordito nel 1984 con un album dalle forti influenze rock e uno dei loro singoli di maggiore successo vanta la collaborazione degli Aerosmith; negli anni successivi gruppi come i Limp Bizkit e i Rage Against The Machine hanno fatto del rap metal il loro pane quotidiano, gettando le basi per la nascita del nu metal, di cui a inizio millennio si faranno portavoce, in una versione più dedita al pop, i Linkin Park. Lo stesso Kanye West, uno degli artisti più sperimentali e influenti del rap moderno, deve parte del suo successo alla rivoluzione che ha portato nel mondo del rap inserendo nelle strumentali elementi progressive rock, mentre da qualche anno a questa parte è stato Machine Gun Kelly a farsi portavoce dell’immaginario rap rock.

Negli ultimissimi anni l’intreccio tra i due generi non è più rappresentato da sporadiche versioni ibride sperimentate da artisti alternativi, ma trova rappresentatività nell’emo rap, genere che ha ormai preso piede anche nel mainstream, facendo segnare numeri degni delle migliori hit commerciali.

 

Le prime origini dell’emo rap vengono fatte risalire ad artisti come Biggie, Eminem e Kanye West (si, ancora lui) che, per la concezione artistica che si ha del genere oggigiorno, mai e poi mai verrebbero etichettati come precursori dell’emo rap. L’accostamento in questo senso si basa più che altro sui temi affrontati nei testi, come il suicidio e la morte, tema principale ad esempio di Life After Death, il secondo album di Notorious, pubblicato un paio di settimane dopo la sua morte.

Uno degli artisti più influenti per il genere è stato invece Kid Cudi, che, in particolare con Man of the Moon: The End of Day, pubblicato nel 2009, ha fatto scuola per le prime generazioni di artisti emo rap, mentre l’impulso decisivo alla diffusione del genere è stato dato tra il 2017 e il 2018 dalle carriere di Lil Peep e XXX (anche se quest’ultimo esprimeva una versione più sperimentale del genere) e dalla loro tragica e prematura scomparsa.

 

Nell’ultimo decennio il genere ha vissuto una crescita esponenziale in termine di numeri e un’evoluzione artistica non meno movimentata dalla quale ne sono usciti diversi microgeneri più o meno diffusi, che si differenziano tra loro nel modo di unire le caratteristiche dei diversi generi musicali da cui traggono gli elementi. Fondamentalmente l’emo rap per come lo conosciamo oggi attinge dai suoni della trap per quanto riguarda hi-hat, 808 e kick, mentre spesso e volentieri riprende le melodie, soprattutto di chitarra, del punk rock tipico degli anni 90/00, più correttamente chiamato pop punk

 

Il pop punk si è diffuso principalmente a cavallo dei due millenni grazie al successo di band come i Green Day, i Blink182, i Sum41 e i My Chemical Romance, rei secondo la critica di aver preso il punk classico e la sua cultura anticonformista dal suo punto di vista più accessibile, dal quale si riconosce appena la sua origine, e di averlo portato nel mainstream. Così come d’altronde ha fatto la trap, riuscendo a rendere accessibile a chiunque l’hip-hop.

Uno degli elementi di successo dell’emo rap può essere individuato nel fattore nostalgia, essendosi guadagnato un’ottima popolarità soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, molti dei quali sono cresciuti musicalmente negli anni di massima espansione del pop punk, con il quale molti hanno ancora un legame affettivo, nonostante abbiano vissuto, oltre all’età d’oro, anche il suo periodo di declino (guarda un po’ proprio a favore dell’espansione del rap).

 

L’incredibile successo di hit come XO TOUR Llif3 e Lucid Dreams, insieme al mito di Peep e X hanno catapultato il genere nelle più importanti classifiche musicali, ma l’emo rap non è solo mainstream; negli ultimissimi anni si sta sviluppando, soprattutto negli States, una scena underground (ma neanche troppo), davvero molto interessante, con artisti che si differenziano tra loro in base a quante e quali caratteristiche attingono dalla trap e dal pop punk, dando quella varietà e quella profondità che forse manca alla scena rap odierna.

Di seguito il link di una playlist dedicata principalmente all’emo rap, in cui potrete scoprire anche alcuni artisti di questa nuova wave.

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