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Mike Dean, il genio silenzioso dietro i grandi successi di Kanye West e Travis Scott

Dietro ad un grande successo musicale c’è sempre un grande produttore: Mike Dean, che ha scritto e sta scrivendo la storia dell’Hip Hop, è uno dei maggiori producer al mondo. Andiamo a conoscerlo meglio.

Negli ultimi anni la figura del produttore ha iniziato ad acquisire sempre più importanza, arrivando piano piano ad essere alla pari dell’artista al microfono o addirittura a imporsi su uno scalino più alto nell’ordinamento gerarchico musicale, che non ha sempre visto questa figura come degna fautrice del successo dei brani riusciti.

Quando parliamo di Hip Hop made in USA uno dei nomi più influenti è sicuramente quello di Mike Dean: producer, executive producer e ingegnere del suono.

Una vita con la musica che l’ha sempre accompagnato: a nove anni inizia a suonare il pianoforte e il sassofono, durante la sua adolescenza ascolta gruppi Rock come i Pink Floyd, Bad Company e sua volta inizia a far parte di rock band. 

Dopo le superiori arriva una significante proposta: suonare la chitarra in Tour per la pop star latina Selena; a questo punto si trova davanti a un bivio, scegliere se continuare gli studi o accettare la proposta fatta. I quattro anni passati in tour tolgono ogni dubbio sulla scelta fatta.

Dopo questa parentesi in cui ha fatto una full immersion nel suono latino e afro cubano inizia a lavorare come tecnico del suono per Rap-a-Lot Records. Questo è stato il punto di partenza per la scalata al successo con l’hip hop.

Uno degli incontri più importanti sicuramente è quello con Kanye West, del quale ne diventa braccio destro: iniziando a mixare The College Dropout e Late Registration per poi ricoprire la veste di producer da Graduation fino a Ye.

E’ innegabile che questa coppia abbia ridefinito e definito il suono di un’intera generazione abbattendo pregiudizi e rompendo qualsiasi regola e schema legato all’ambiente hip hop.

Produttore che non ha paura di confrontarsi con le leve più giovani anzi si affianca al processo creativo di questi ragazzi: con Travis Scott questo avviene dal 2014 con Days Before Rodeo fino all’ultimo uscito ASTROWORLD, che è stato accolto molto bene dal pubblico ottenendo l’agognata certificazione platino.

Se si pensa al tipico percorso dei giovani produttori hip hop di oggi dove nell’immaginario standard tutto è prodotto a computer concentrandosi ed ascoltando solo e solamente un genere, il percorso fatto da Mike Dean risulta atipico.

Scegliere cinque pezzi per raccontarvi il suo percorso è stato veramente difficile per due ragioni: la prima è la quantità di musica prodotta, anno dopo anno ha prodotto numerosi pezzi, la seconda motivazione è la qualità: quando si ascoltano i pezzi prodotti e masterizzati di Mike Dean non puoi non rimanerne colpito.

#1 Partiamo con First Light of the Day datato 1996 dei Geto Boys gruppo hip hop di Houston metropoli texana dalla quale proviene anche Mike Dean.

#2 Facciamo un salto in avanti nel 2005 con I’m a Huslter di Pimp C, uno dei due Underground Kingz assieme a Bun B. La Rap A Lot Records -dove Mike lavorava- con Bun B aveva lanciato il movimento #freepimpc, arrestato nel 2002 e liberato nel 2005 patteggiando per metà della sua pena.

#3 Blame Game presente nell’album My Beautiful Dark Twisted Fantasy (2010) parla di conflitto nelle relazioni e di chi è la colpa per i problemi nati all’interno del rapporto

#4 Non si poteva non citare Ni**as in Paris (2013) che ha vinto al 55imo Grammy Award i premi come Miglior performance rap e miglior pezzo rap dell’anno.

 

#5 STOP TRYING TO BE GOD è uno dei pezzi più interessanti di ASTROWORLD (2018) che parla di rimanere fedeli alle proprie radici senza farsi venire il complesso di Dio grazie alla fama ottenuta. Una delle tracce più spudoratamente black dell’anno, con gli vocalizzi di Kid Cudi e la magistrale armonica a bocca di un genio come Stevie Wonder. Un orgasmo di quasi 5 minuti che celebra al massimo la capacità di sintetizzare sound diversi dentro un’unica, immensa, armonia.  

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