• Fine primo tempo: la partita di Egreen non è ancora finita

    Fine primo tempo: la partita di Egreen non è ancora finita

    Venerdì 21 febbraio è uscito Fine Primo Tempo, ultima fatica di Egreen. Al disco, il quinto ufficiale del rapper di Busto Arsizio, si è arrivati dopo un periodo di polemiche iniziate con l’annuncio della firma con Sony e incendiate dal primo singolo estratto, Ho Sbagliato.

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  • Discovery Album: Fino A Qui Tutto Bene

    Discovery Album: Fino A Qui Tutto Bene

    Per l’appuntamento settimanale con Discovery Album abbiamo deciso di parlarvi di Fino A Qui Tutto Bene, album di Marracash uscito probabilmente nel momento sbagliato e per questo non apprezzato a dovere.

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  • Che io mi aiuti: Bresh ha retto da solo il peso dell’oceano

    Che io mi aiuti: Bresh ha retto da solo il peso dell’oceano

    La Liguria, da qualche anno, è diventata una regione che ha saputo imporsi con grande vigore al centro della scena rap nostrana. Dall’estremo occidente dell’Italia una giovanissima generazione ha saputo rompere l’egemonia che da due decenni dominava il genere nella penisola, dominio presidiato da Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. Queste città hanno da sempre funto da centri di formazione e catalizzatori per i rapper di ogni dove, come grandi dojo separati in cui affinare le proprie abilità.

    Genova, dal canto suo, ha sempre fornito al nostro paese la più grande scuola di cantautorato e forse l’impronta musicale più riconoscibile dello stivale, dentro e fuori i confini nazionali.

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  • MULA EP: l’amore che dura poco

    MULA EP: l’amore che dura poco

    Il 2018 fu un anno di ricerca per Giaime: l’obiettivo era trovare una formula giusta per riuscire a sfondare le porte del mainstream italiano. I successi di TIMIDO e FINCHÈ FA GIORNO e il parziale flop delle due prove di GIMMI ANDRYX 2018 furono una chiara risposta ai dubbi dell’artista: il pubblico preferiva ascoltare il lato più romantico del rapper milanese.
    L’anno successivo è stato quello della conferma: FIORI e MI AMI O NO, certificate disco d’oro, contano ad ora più di venti milioni di streaming su Spotify.
    Arriviamo quindi a MULA, un EP di cinque tracce che rappresenta il culmine del percorso intrapreso due anni prima.

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Discovery Album: Laska

Per la nuova puntata di Discovery Album abbiamo scelto di dedicare spazio a Mecna e al suo primo disco uscito per una major, Laska. Pubblicato nel gennaio 2015 per Macro Beats e Universal Music, il secondo lavoro ufficiale di Corrado presenta più significati a partire dal titolo: “Laska” vuol dire infatti amore in ceco, ma è anche un riferimento al freddo dell’Alaska. E in effetti, l’amore e le atmosfere fredde e distaccate sono quei temi principali che caratterizzano da sempre la carriera di Mecna, bravissimo a declinarli in tutte le loro sfumature senza mai risultare ridondante. Tecnicamente, Laska vede un netto cambio di stile da parte del rapper pugliese. Mecna esplora zone per lui ancora sconosciute: dopo aver abbandonato i tanti campioni utilizzati in Disco Inverno, la scelta ricade su produzioni che si avvicinano molto all’elettronica e su strofe cantate con un magistrale uso dell’autotune che mai il nostro aveva utilizzato. Questa diversità nelle scelte stilistiche è dovuta anche alla direzione artistica del disco affidata a Iamseife, Lvnar e soprattutto Alessandro Cianci che diventerà poi uno dei più vicini collaboratori di Mecna – se oggi abbiamo Neverland è infatti anche grazie a lui.

Punto di forza del disco è la scrittura dettagliata e coinvolgente di Mecna che spazia dall’introspezione, all’amore in tutte le sue forme, fino ad arrivare al suo rapporto con la musica e alle osservazioni sulla scena rap italiana. Questi ultimi due punti assumono un ruolo molto importante all’interno dell’album: per quanto episodi simili all’interno del disco siano limitati a Micidiale e Non dovrei essere qui, Mecna riesce a sintetizzare in poche barre diversi concetti riguardanti la musica e gli altri rapper, con i quali afferma di sentirsi fortemente a disagio e di essere completamente diverso da loro, mostrando anche una certa arroganza e spavalderia, sia musicalmente sia caratterialmente.

Il mettersi completamente a nudo è un altro elemento cardine del disco: nella maggioranza delle tracce Mecna lascia tanto spazio a Corrado – io scrivo così tanti fatti miei che non mi frega di chi parla  – e si avvicina sempre di più all’ascoltatore. L’amore raccontato da Mecna è alle volte privo di lieto fine come in Dove sei tu, Non ci sei più e la colonna portante del disco 31/08 – seguito della storica 31/07 di Bagagli a mano –  alle volte invece più disteso, rilassato, giocoso e ironico, come quello che ha protagonista la descrizione dell’incontro e del rapporto con una ragazza all’interno di Roar, traccia che mostra inoltre la facilità dell’artista nello scrivere storytelling di ottimo livello.

L’introspezione di Mecna tocchi picchi altissimi in 09:30, pezzo impreziosito dalla presenza di Johnny Marsiglia, in cui entrambi gli artisti danno libero sfogo alle loro paranoie, su una bellissima produzione di Fid Mella, affrontando drammi personali, ricordando quello che hanno perso nel loro cammino, dopo aver accarezzato il fondo di questa vita a volte. 

Come detto precedentemente, Mecna ricerca – con successo – nuove soluzioni artistiche: il cantato che caratterizza diverse strofe e ritornelli di alcune tracce si rivela di ottima fattura, grazie ad un ottima modulazione dell’autotune e ad una buona intonazione da parte dello stesso rapper. Pace è uno dei pezzi più riusciti sotto questo punto di vista, anche se la sperimentazione artistica di Corrado trova la sua massima espressione in Favole: qui, tra una base – prodotta da Night Skinny – molto più “calda” rispetto all’atmosfera generale del disco, e linee vocali azzardate, ma coinvolgenti, Mecna chiude il suo secondo disco ufficiale con un pezzo molto significativo che racchiude le principali novità dello stile adottato nel corso dell’album.

Laska si afferma come un lavoro molto importante per Mecna: il disco rappresenta infatti un nuovo punto di partenza nella carriera dell’artista pugliese, che nei progetti successivi riproporrà con successo molte delle nuove tendenze musicali introdotte nei 45 minuti di questo disco. Si può quindi affermare in tutta tranquillità come la formula vincente di Mecna trovi le sue basi dentro un lavoro dai temi freddi e distaccati, ma dal flow, dallo scrivere e dal cantare caldo e intenso come pochi rapper in Italia sanno fare.

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Jacopo Gotti

Jacopo Gotti

Ho 22 anni, sono genovese e sono innamorato della musica. Forse un po' troppo.

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