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    Il 2020 del rap americano è una royal rumble

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  • The Documentary di The Game compie 15 anni

The Documentary di The Game compie 15 anni

The Documentary è il primo disco in studio di The Game e questo sabato, il 18 gennaio 2020, compirà 15 anni. Grazie a questo disco il rapper californiano fu subito catapultato sotto ai riflettori  della scena rap americana e mondiale, e The Documentary, a distanza di ormai più di 10 anni resta un must listen per ogni ascoltatore di rap.

The Game si approccia al rap intorno ai 22 anni, dopo aver vissuto un’infanzia e un’adolescenza turbolente a Compton, in California. I genitori di Game facevano entrambi parte di una gang e per varie complicazioni persero l’affidamento dei figli che furono adottati da un’altra famiglia: alla fine Game e suo fratello torneranno a vivere con la madre.

Dopo essersi ricongiunti alla madre, il fratello di Game morirà in una sparatoria, così il rapper comincerà a seguire le sue orme, diventando membro di una gang, con il quale metterà su un giro di droga nella zona est di Compton; questo business lo porterà a rischiare la morte dopo essere stato ferito da 5 colpi di pistola messi a segno da due criminali fintisi dei clienti.

Durante la lunga convalescenza in ospedale The Game comincia ad avvicinarsi seriamente alla musica rap ascoltando gli album di Jay Z, N.W.A, Snoop Dogg, Tupac e altri grandi dell’hip hop americano di quegli anni. Decide dunque di mettersi in gioco e di prendere in mano il microfono. Non ci vuole molto prima che Game si faccia notare, nel 2003 Dr.Dre lo prende sotto la sua ala protettiva e gli fa firmare un contratto con la G Unit Records, etichetta di 50 Cent affiliata all’Aftermath di Dre.

Dopo essersi messo in luce nel mixtape di 50 Cent, nel 2005 The Game esce con il suo primo album: The Documentary. Nella tracklist figuravano già alcuni dei nomi più caldi dell’intera scena: Dre, Scott Storch, Timbaland e Kanye West alle produzioni e rapper di spessore come Eminem, 50 Cent o Busta Rhymes alle liriche.

In The Documentary si sente molto l’attaccamento di The Game verso Compton. Il rapper non perde mai l’occasione di citare situazioni e personaggi come Eazy E e lo stesso Dre provenienti dalla periferia sud di LA. Il disco è composto da brani di vario genere, alcune tracce come Church for Thugs, How we do con 50 Cent o Higher conservano i suoni classici del gangsta rap, mentre altre come Special con Nate Dogg, Don’t need your love con Faith Evans e Don’t Worry insieme a Mary J. Blidge hanno un sound molto più melodico e più vicino all’Rnb.

 

 

Il disco è un classico hip hop a tutti gli effetti, al suo interno sono contenute alcune delle tracce più famose di Game come How we do e Hate It or Love it, che vedono entrambe la partecipazione di 50 Cent. La fase della sua carriera dopo l’uscita del primo album è molto turbolenta, Game si distacca in modo violento e rancoroso dalla G Unit, cominciando una crociata di dissing rivolti ai membri del gruppo, ovvero, 50Cent, Tony Yayo e Llyod Banks.

Dopo la rottura con la G Unit, Game vuole dimostrare di saper correre sulle sue gambe, così nel 2006 esce con il suo secondo disco Doctor’s Advocate, nel quale oltre ai grandi nomi già presenti in The Documentary troviamo artisti del calibro di Snoop Dogg e Nas. La buona riuscita di questo disco fu fondamentale per la carriera di Game perché gli permise di confermare le sue capacità dopo il suo primo disco e di dimostrare al mondo di poter andare avanti anche da solo.

La conferma della sue capacità con il secondo disco gli permise di affermarsi definitivamente all’interno della scena e di continuare a fare musica. Dal 2008 ad oggi The Game pubblica altri 7 album, L.A.X. (2008); The R.E.D album (2011); Jesus Piece (2012); Year Of The Wolf (2014); 1992 (2016) ed il suo ultimo lavoro Born 2 Rap (2019).

Nonostante ne sia passata tanta d’acqua sotto i ponti da The Documentary del 2005 a Born 2 rap del 2019 Game si conferma sempre in forma, sempre gangsta e sempre tremendamente attaccato a Compton e alla sua amata West Coast. Born 2 rap è un disco di 25 tracce nel quale il rapper californiano si interfaccia non soltanto con altri artisti della sua generazione, ma anche con rapper e cantanti molto più giovani come 21 Savage, Travis Scott, Ed Sheeran, Chris Brown, Anderson Paak.

Ad oggi, soprattutto dopo la bellissima accoglienza riservata a Born 2 rap sia dal pubblico sia dalla critica, The Game si dimostra un artista che nonostante i beef accaduti durante la sua carriera, il dentro-fuori dalle prigioni e l’evoluzione del mercato musicale moderno riesce ad avere ancora tanta voce in capitolo e a dimostrare attraverso la sua musica, dopo più di 15 anni d’attività, di meritarsi tutto il successo che ha avuto e che continua ad avere.

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