• Discovery Album: Danger

    Discovery Album: Danger

    Il primo lustro degli anni Dieci, in fattispecie il periodo 2011-2014, ha visto l’ascesa e l’affermazione della Machete Crew, collettivo fondato da Salmo, En?gma, El Raton e DJ Slait.
    Il grande merito del gruppo è stato quello di attirare l’attenzione dei giovani per la musica rap in un momento di forte stallo all’interno della scena. L’aver mischiato le sonorità hip-hop a quelle della dubstep, proponendo una tipo di rap molto aggressivo, e trasposto il proprio materiale con dei video di ottima qualità e col tempo divenuti iconici, è stata la chiave del loro successo.
    Il 2013 è stato testimone di due progetti targati Machete piuttosto interessanti: Midnite e Danger. Nel Discovery Album di oggi ci occuperemo dell’album d’esordio di Nicola Alberi, in arte Nitro.

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  • Viaggio dentro i Guai di Mandark

    Viaggio dentro i Guai di Mandark

    La scena rap italiana su Soundcloud è una delle realtà più interessanti del nostro paese. Trascinata da un folto gruppo di giovanissimi artisti, ha tutte le carte in regole per assumere una forte rilevanza all’interno del panorama musicale del rap italiano. Tra i nomi più in vista e decisi a fare il grande salto c’è senza dubbio Mandark, nativo di Roma, che dopo una serie di singoli e collaborazioni di successo su Soundcloud, ha pubblicato l’8 gennaio scorso su Spotify Guai, il suo primo EP.

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  • The Documentary di The Game compie 15 anni

    The Documentary di The Game compie 15 anni

    The Documentary è il primo disco in studio di The Game e questo sabato, il 18 gennaio 2020, compirà 15 anni. Grazie a questo disco il rapper californiano fu subito catapultato sotto ai riflettori  della scena rap americana e mondiale, e The Documentary, a distanza di ormai più di 10 anni resta un must listen per ogni ascoltatore di rap.

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  • Discovery Album: Days Before Rodeo

    Discovery Album: Days Before Rodeo

    Travis Scott è uno dei nomi più altisonanti del panorama musicale odierno. A seguito dell’uscita di Astroworld, la vita del rapper classe ‘92 è diventata un caotico parco divertimenti ben più di quanto già non fosse: l’esibizione alla finale di Superbowl, la candidatura ai grammy, l’Astroworld Festival e il documentario Netflix Look Mom I Can Fly sono solo alcune delle vicende che hanno visto protagonista Scott. Tutto questo nel giro di un solo anno.
    Ma quando ha avuto inizio questa strepitosa scalata?
    Per rispondere a questa domanda occorre fare non uno, non due, ma ben tre passi indietro. In questa puntata del Discovery Album analizzeremo Days Before Rodeo, il mixtape che ha premunito al mondo l’arrivo di una nuova era.

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  • The Lost Tapes 2 è una mappa per scoprire l’ultimo Nas

The Lost Tapes 2 è una mappa per scoprire l’ultimo Nas

Il 19 luglio Nasir Bin Olu Dara Jones – in arte Nas – pubblica The Lost Tapes 2, una compilation di 16 pezzi inediti registrati nell’ultimo decennio ma mai inseriti negli ultimi due album del rapper del Queensbridge Life Is Good (2012) e Nasir (2018). 

I fan più accaniti di Nas si ricorderanno che questo progetto era destinato ad esser pubblicato nel lontano 2006, quattro anni dopo The Lost Tapes 1, ma per motivi discografici non ancora ben noti la pubblicazione è stara rimandata di 13 anni.

Tra i produttori principali compaiono Kanye West, Swiss Beatz, Pharrell Williams e RZA. Non sono presenti featuring dal nome altisonante ma di diversi artisti e cantautori di cui Nas si avvale esclusivamente per la composizione dei ritornelli, fra questi David Ranier e RaVaughn.

A differenza dell’ultimo album ufficiale, Nasir, pubblicato nel 2018, il quale vantava uno scheletro e un concept ben definito, questo progetto – che non è un album ufficiale – racchiude memorie, esperienze e fotografie dell’artista degli ultimi 10 anni. In questo lasso di tempo l’artista cambia e matura sia artisticamente sia umanamente, questo “balzo” temporale tra le varie tracce dell’album è evidente e superficialmente definibile come incoerente e disordinato, ma se fosse questo il messaggio che ci lascia Nas?

Nas lascia all’ascoltatore le sue memorie e i suoi pensieri dell’ultimo decennio, passare semplicemente da una traccia all’altra può voler dire in realtà fare un salto di diversi anni nella mente dell’artista, è pertanto difficile pensare di mantenere un filo conduttore tematico-stilistico senza intrecci o sfumature di sorta. Risulterebbe quasi banale e poco stimolante non solo per l’ascoltatore ma anche per l’artista stesso. Per questo motivo le tematiche variano e si intrecciano di pezzo in pezzo, l’artista passa così dal parlare di storie d’amore a parlare delle teorie cospirazioniste del sistema politico americano, come accade in War Against Love, nona traccia dell’album.

Nella toccante penultima traccia Queensbridge Politics l’artista cerca la riconciliazione con Prodigy, celebre membro dei Mobb Deep deceduto nel 2017 a seguito di una malattia e con il quale Nas, insieme a Jay Z, aveva avuto non pochi screzi nel passato. Escobar ripercorre le tappe dall’inizio delle carriere dei due artisti, ricordando e rendendo omaggio anche ad altri rapper altrettanto celebri come Rakim e gli UTFO.

Dialettica e capacità oratorie rimangono ormai i punti di forza universalmente riconosciuti in qualsiasi lavoro del rapper di Illmatic e anche The Lost Tapes 2 non è da meno. Tuttavia questo non è sicuramente un progetto con il quale andrebbe presentato Nas a chi vorrebbe approfondirlo per la prima volta, non è un album ufficiale, è un piacevole spin-off  per i fan in attesa di un nuovo disco.

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