• Da Cinisello all’America: il viaggio di Vegas Jones

    Da Cinisello all’America: il viaggio di Vegas Jones

    Quando si nomina Cinisello Balsamo è difficile non pensare a Sfera Ebbasta, che già dalla street hit Ciny fece della sua appartenenza alla città dell’hinterland milanese il proprio marchio di fabbrica: a partire dal 2015 questo luogo ha avuto una valenza quasi simbolica per l’allora movimento della “nuova scuola”. Tuttavia a Cinisello ha avuto luogo la genesi di un altro rapper, Vegas Jones, che non intende assolutamente passare in secondo piano.

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  • Tyler, The Creator ha di nuovo mutato pelle

    Tyler, The Creator ha di nuovo mutato pelle

    Igor è il sesto album di Tyler, The Creator che si presta a diventare uno dei progetti più interessanti del 2019, soprattutto per il suo difficile inquadramento in un preciso settore musicale. È lo stesso artista a presentare il suo ultimo lavoro come un non album, raccomandando l’ascoltatore di non aspettarsi di avere davanti un progetto rap.

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  • La Beast Coast sta per fuggire da New York

    La Beast Coast sta per fuggire da New York

    “1997. New York City è una prigione di massima sicurezza. Uscirne è impossibile. Entrarvi è da folli”. Questo è lo slogan di Escape From New York, film fantascientifico del 1981 ambientato nella New York di fine millennio, al quale il creatore di Metal Gear Solid si è ispirato per la creazione del personaggio di Snake, e che ora presterà il suo nome all’album d’esordio della Beast Coast, il super-gruppo rap di New York capitanato da Joey Bada$$, in uscita il 24 maggio.

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    Clementino è rinato dalle proprie tarantelle

    Tornare sulla scena dopo quasi due anni di inattività non è mai facile. Soprattutto se in questo lasso di tempo le logiche del mercato sono cambiate e la tua assenza è dovuta anche ad un lungo periodo in comunità a causa della dipendenza daquella merda che è la cocaina”. Clementino sa bene tutto questo, l’ha vissuto sulla sua pelle dopo aver toccato il cielo e raggiunto un grande successo con le due partecipazioni consecutive al Festival di Sanremo.

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  • Lil Tay è la bambina più odiata d’America

Lil Tay è la bambina più odiata d’America

Ah… il ventunesimo secolo, anni in cui la tecnologia ci avvicina sempre di più, conflitti secolari si concludono e la fiducia nelle nuove generazioni va scemando con il tempo.

In queste settimane un nuovo fenomeno ha investito gli States, dividendo il pensiero comune in diverse fazioni: Lil Tay.

Prima di iniziare facciamo una breve introduzione riguardo questa nuova figura, così da avere le idee chiare sin da subito; Lil Tay è una bambina di 9 anni che, secondo le sue dichiarazioni, grazie ai suoi sforzi è riuscita a fare talmente tanti soldi da potersi permettere macchine e ville.

Dalla sua prima apparizione il web è letteralmente impazzito: ci sono video, articoli, movimenti riguardo la ragazzina sia pro che contro quest’ultima.

L’interrogativo legato a Lil Tay che più ha fatto scervellare le persone è ovviamente da dove possano provenire tutti quei soldi dal momento che, ricordiamo ancora, stiamo parlando di una bambina di 9 anni; alcuni utenti si sono dunque mossi nell’intento di andare in fondo alla faccenda, facendo ricerche in stile Scotland Yard e scoprendo cose che voi umani non potreste immaginarvi, eccone alcune:

  • La madre di Lil Tay lavorava per un’agenzia immobiliare e una delle case mostrate dalla bambina era in realtà in vendita e non acquistata da lei, il che fa vacillare l’effettiva condizione di povertà in cui Lil Tay dice di essersi trovata.
  • Una delle macchine “acquistate” da Lil Tay apparteneva in realtà al capo della madre, il quale in un’intervista ha detto “Non sapevo che stessero girando un video per Instagram, se lo avessi saputo non glielo avrei di certo permesso“.
  • La madre di Lil Tay, social manager e cameraman delle mirabolanti imprese della bambina, è stata licenziata per motivi non resi pubblici dal posto di lavoro prima citato, si suppone tuttavia che il motivo di tale decisione sia comunque legato alle azioni della figlia.

In poco tempo, il contesto che gravitava attorno al personaggio di Lil Tay è degenerato in maniera drastica dopo il “litigio” dallo stampo molto puerile avuto di recente con Bhad Bhabie: vi sono state “scelte artistiche” molto spinte che hanno fatto suscitare numerose polemiche, tra queste un video dove la madre della ragazzina le mette in mano un blunt, esortandola a fumare; nonostante il tentativo di censurare il viso dei soggetti ripresi (che ha tutta l’aria di essere stato intenzionalmente così debole), Lil Tay è stata riconosciuta dagli utenti e il suo profilo Instagram da più di 2 milioni di follower è stato chiuso, è forse questa la fine della “youngest flexer of the century“?

Stiamo chiaramente parlando di un personaggio palesemente montato e ridicolo dietro il quale c’è sicuramente qualcuno, probabilmente proprio sua madre.

Nell’intervista sopra riportata potete vedere come Lil Tay sia, al di fuori del video Instagram di 10 secondi, nient’altro che una bambina di 9 anni: si contraddice, si giustifica con scuse campate per aria e parla di cose che conosce solo relativamente; è la classica storia del bambino fenomeno se così possiamo definirlo, ma in questo caso, se la ragazzina cadesse nel dimenticatoio, la sua vita sarebbe praticamente rovinata per sempre.

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