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Tre anni fa, Tedua portava il mare a Milano con Orange County

Oggi, tre anni fa, Tedua rilasciava Orange County Mixtape, un lavoro destinato ad entrare nel cuore degli ascoltatori e nella storia, contemporanea e non, del rap italiano. Abbiamo deciso di spendere qualche parola non solo per il capitolo più iconico della carriera del rapper genovese, ma per tutta la trilogia d’ispirazione californiana pubblicata dal nostro tra 2015 e 2017.
Il viaggio che abbiamo affrontato e in cui vogliamo coinvolgervi conta tre tappe, ognuna delle quali è
associata ad un determinato periodo dell’anno o momento specifico della giornata, in particolare l’inverno, una giornata estiva e il tramonto.

Questo nostro viaggio inizia con un salto nel passato, al 15 ottobre 2015, quando un ai più sconosciuto
Tedua pubblica su Youtube e sul sito di Studio Ostile Aspettando Orange County Mixtape. Ora, immaginate una fredda serata autunnale o anche invernale, quelle serate in cui l’estate pare ancora un miraggio stile oasi nel deserto. Aspettando Orange County è un inverno bollente, il perfetto antipasto
dell’estate che ci insegna ad essere caldi anche d’inverno.

L’amicizia, l’amore, la passione per il rap si fanno portavoce del vero collante che lega tutte le storie
raccontate nell’abbondante ora di ascolto del mixtape: gli anni adolescenziali e l’avvicinamento all’età
adulta. Il protagonista principale non è tanto Tedua, quanto piuttosto Mario: sappiamo quanto sia sottile il confine tra Mario e Tedua, per cui possiamo affermare in tutta tranquillità che la figura del rapper si avverta molto di meno rispetto alla persona di Mario. Non a caso il mixtape è fortemente autobiografico: l’universo e i paesaggi della Orange County californiana vengono musicalmente e metaforicamente trasferiti in quel di Drilliguria. Qui, il racconto si compone di una serie di frammenti di vita quotidiana che si incastrano l’uno con l’altro, andando a formare un quadro della vita incasinata di un ragazzo di vent’anni, alle volte spensierato, alle volte pieno di pare sul presente e sul futuro.

Mario parla per sé stesso e soprattutto per i suoi amici, quei poveri talenti in provincia, fornendo un quadro dettagliato di tutte le esperienze possibili in giovane età. La passione comune per il rap, i graffiti, le tag unisce ancora di più la compagnia dei ragazzi di zona che girano chi in skate chi sui peg, i quali sanno di poter sempre contare l’uno sull’altro e di non voler finire a lavorare a trent’anni in un cantiere. Mario esalta la tendenza agli eccessi dei suoi amici che, nonostante gli apparenti comportamenti fuori dagli schemi, hanno un cuore grande e sanno cosa significa aiutare l’altro o rallegrare la più triste delle giornate.

Anche l’amore tocca le corde, il cuore e le barre del giovane Mario. Il sentimento che muove il sole e le
altre stelle è dedicato nella maniera più sincera possibile ad una sola ragazza e viene declinato nei modi più disparati: Mario ama una ragazza molto più agiata di lui, dalla quale non vuole ricevere regali perché senza un soldo in tasca non saprebbe come ricambiare, che porta a cena al porto perché a volte con lei si comporta come uno scaricatore, ma che sa anche far divertire – persino con la musica – e risolvere i suoi problemi sciogliendo nodi come il miglior marinaio.

 

Ma è l’amore per la madre a cui Mario dedica un intero pezzo a risultare ancora più significativo: è vero
che a sedici anni lui la trattava male per fare l’uomo di casa tra mille difficoltà, ma è ancor più vero come lei lo abbia cresciuto, gli abbia insegnato i valori più importanti, gli abbia trasmesso i suoi pregi e difetti cui lo hanno reso la persona che è oggi.

La vita quotidiana di questo mixtape è, per quanto movimentata, molto semplice: è qui che sta la forza
espressiva delle venti tracce realizzate da Tedua, bravo a mettersi a nudo senza alcuna vergogna della sua condizione, facendo sentire chi ascolta la sua musica sempre un po’ più vicino a lui. Aspettando Orange County è l’inverno, un inverno che se ne frega delle temperature basse e rilascia calore da ogni traccia, un inverno che, in attesa dell’estate, dura forse più del solito e che finisce – finalmente – il 30 giugno 2016.

 

 

Esattamente tre anni fa, Tedua rilascia il secondo capitolo della trilogia: Orange County Mixtape. A differenza del suo predecessore, questa storia assume in tutto e per tutto la forma di una calda giornata estiva passata in Drilliguria. Il Tedua che appare in Intro Orange County è un ragazzo “dannosamente, dannatamente lunatico” in procinto di cambiare vita, di passare tra i grandi del gioco. Il disco è un
party che accoglie tantissimi ospiti, i quali raccontano ciascuno un pezzo non solo di sé stessi, ma persino della vita di Duate.

Il viaggio di Mario è un treno che parte dalla stazione di Sbandati, attraversa la costiera ligure in compagnia degli amici di sempre, quelli delle mille avventure raccontate in Non Mi Va, Sangue e Chino; fa tappa a Calvairate, un quartiere nel sud-est di Milano (“so fanno i live in Darsena, dev’essere stupendo”), prima di tornare in terra natia. Gli incontri coi vari Rkomi, Ghali e Sfera Ebbasta fruttano Scarpe Coi Freni Freestyle, Fifty Fifty e soprattutto Lingerie, ritenuta da molti il manifesto di quella che nel 2016 era “la nuova scuola”.

L’amicizia, elemento cardine del progetto, è la brezza marittima che rinfresca l’animo dell’ascoltatore, immerso nella calura di Zena. Mario “fa canzoni, emozioni” e punta molto su questo fattore, evocato da immagini variegate e soffuse: in una brano si può passare dalla spensieratezza di una serata in discoteca alla malinconia per la vita in strada, quest’ultima testimoniata con forza in Lezione. Non manca poi il lato veramente street di Duate, rappresentato da quella Drill Dream Squad, assieme al “fratello” Vaz Tè, diventata un’icona della “drill” italiana, versione più soft della controparte americana.

Il tape si chiude con Outro Orange County, un cuore pulsante di sentimenti. Tedua veste i panni di regista, proiettando i fotogrammi della sua vita senz’alcuna censura, condividendo momenti difficili e tristi al fine di raccontare ed educare. Alla fine della storia, si evince che Mario stia compiendo una metamorfosi destinata a concludersi con il terzo capitolo della saga, dove la farfalla uscirà dal suo involucro protettivo fatto di ricordi ed esperienze di ogni tipo.

I giorni del pugile precedono l’uscita di Orange County California, riedizione dell’omonimo mixtape con aggiunte ed esclusioni. Ma cosa cambia davvero rispetto a OC? Le calorose atmosfere dell’estate rimangono, ma nella seconda parte dell’album la giornata ad Orange County si colora delle tinte di un tramonto sul lungomare. Il video di Pugile, seppur ambientato a Bogotà, raffigura proprio questo: la giornata sta per volgere al termine. E la trilogia è in procinto di concludersi.

Oltre all’immaginario di contorno, variano anche le produzioni e il linguaggio che Tedua sceglie di adottare. Chris Nolan fa suo il progetto, eliminando le basi edite del mixtape e costruendo la sua
mixtape e costruendo una cornice su misura per Orange County; il rapper, d’altro canto, utilizza delle liriche più astratte e fantastiche, come ad esempio in Pegaso. Tedua parla d’amore, fa continui riferimenti al passato e descrive il futuro come un tuffo nelle acque di un arcipelago straniero; il tutto circondato dall’eterea e onirica produzione di Nolan.

Il sole cala per lasciare a poco a poco spazio all’ombra, ma la giornata ha ancora due colpi in canna da sparare: Pensa Se Piove RMX e Revolver Freestyle chiudono ideologicamente e musicalmente questa trilogia. La prima è il simbolo ultimo di California, il passato che incontra il presente, una canzone emotiva, istruttiva e delicata come le ali di una farfalla. La seconda è un incontro tra amici le cui strade si sono riunite. È il pezzo che dà l’addio definitivo a Orange County, dove la notte sta ormai calando.

Cosa ci resta a viaggio finito? Senza dubbio, la trilogia di Orange County, distribuita nell’arco di tre anni,
ha irrimediabilmente segnato il rap italiano. Le storie, le liriche, le atmosfere, i balletti presenti nei video sono entrati nell’immaginario collettivo degli ascoltatori. È impossibile non associare Orange County Mixtape all’estate, quel periodo dell’anno dove si viaggia, nascono amicizie e ci si diverte; dove il tempo a volte sembra fermarsi, ma in realtà passa più velocemente del normale. L’estate del 2016 è
racchiusa in questo progetto, ed è sempre un piacere riviverla.

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Matteo Carena

Ho 19 anni, non ho nient'altro da dire. Se non siete d'accordo su un'articolo, discutiamone bevendoci qualcosa.

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