• Nati Diversi è il progetto che incorona Gianni Bismark

    Nati Diversi è il progetto che incorona Gianni Bismark

    Nell’intervista rilasciataci qualche giorno prima dell’uscita dell’album Gianni Bismark ci racconta di come abbia iniziato a lavorare a Nati Diversi subito dopo l’uscita di Re Senza Corona, e di come questo nuovo progetto segua il percorso artistico iniziato da quello che si è affermato come uno dei migliori album del 2019, riprendendone il filone narrativo che ha in Gianni Bismark stesso e nell’ambiente che lo circonda le sue colonne portanti.

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  • Vintage di Soolking è un formidabile cubo di Rubik

    Vintage di Soolking è un formidabile cubo di Rubik

    Uscito il 20 Marzo 2020, Vintage è il secondo progetto solista di Soolking – dopo Fruit du Demon, uscito nel Novembre 2018. Prodotto per Affranchis Music (etichetta del collega Sofiane), si presenta come un doppio album, composto da 20 tracce, ed è stato annunciato al pubblico il 7 Febbraio, data di uscita del singolo Melegim.

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  • After Hours è il capolavoro di The Weeknd

    After Hours è il capolavoro di The Weeknd

    After Hours, ultima fatica di Abel Tesfaye, in arte The Weeknd, era sicuramente uno degli album più attesi del 2020. Il cantante canadese era a secco da due anni ormai, quando l’EP My Dear Melancholy colpì pubblico e critica grazie alle sue atmosfere cupe e malinconiche, che rimandavano ai fasti della Trilogy.
    I primi tre estratti del nuovo progetto – Heartless, Blinding Lights e After Hours – hanno riscosso un ottimo successo, alimentando la fiamma della curiosità verso l’imminente disco.
    Perciò, sono state rispettate le sempre più alte aspettative?
    Si può rispondere già ora: sì, eccome. Perché, con buona probabilità, ci troviamo di fronte al lavoro più maturo, curato e personale che The Weeknd abbia mai composto.

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  • Heaven Or Hell: Don Toliver non è soltanto il figlioccio di Travis Scott

    Heaven Or Hell: Don Toliver non è soltanto il figlioccio di Travis Scott

    Descrivere Heaven Or Hell, il primo album di Don Toliver, potrebbe sembrare un gioco da ragazzi. Ad un primo ascolto, magari poco attento, si rischierebbe di giungere ad una conclusione sbrigativa e superficiale, giudicando il rapper di Houston come una versione 2.0 del mentore Travis Scott. In realtà non è così: Toliver ha creato Heaven Or Hell a sua immagine e somiglianza.

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  • Roddy Ricch è già entrato tra i grandi nomi di Compton

Roddy Ricch è già entrato tra i grandi nomi di Compton

Qualche mese fa vi abbiamo parlato di un promettente giovane rapper di Compton, Roddy Ricch, che proprio in quel periodo viveva il primo periodo di notorietà della sua carriera, raccogliendo i frutti del successo dei suoi primi due mixtape, del tour europeo in apertura di Post Malone e di quello americano a fianco di Kodak Black.

Nella parte centrale di questo 2019, come era prevedibile, Roddy è stato piuttosto assente dalla scena per preparare il suo primo album ufficiale, Please Excuse Me For Being Antisocial, pubblicato il 6 dicembre e presentato come un progetto ambizioso, che si poneva l’obiettivo di consacrare definitivamente il talento di Rodrick dopo le candidature a tre Grammy, raggiunte grazie alle collaborazioni con Mustard, Ballin (Best Rap/Sung Collaboration) e Nipsey Hussle e Hit-Boy, Racks in the Middle (Best Rap Performance e Best Rap Song).

Fa discutere in questi giorni l’assenza del brano Antisocial, proprio quella canzone che nella tracklist pubblicata il 1 dicembre sul profilo Instagram dell’artista era accompagnata da un featuring oscurato; qualche giorno dopo, una foto in studio con Kendrick Lamar aveva fatto girare la voce che potesse essere proprio il famigerato rapper, anch’esso di Compton, l’artista misterioso. Al momento in cui scriviamo non si hanno ancora notizie certe circa questa canzone mancante, ma sembra plausibile supporre che verrà pubblicata nelle prossime settimane per essere poi inserita nel disco sfruttando la curiosità che gli si sta manifestando attorno e far lievitare così gli ascolti. Ad alimentare queste voci ci ha pensato la recente intervista per The Breakfast Club, in cui Roddy ha affermato che incontrare di persona e rappare per Kendrick Lamar a 14 anni è stato uno dei più grossi incentivi a continuare la carriera musicale.

Ma a prescindere dalle supposizioni circa le scelte di marketing del disco, Please Excuse Me For Being Antisocial rappresenta probabilmente il punto di maggior espressione dell’impronta artistica di Roddy Ricch, ambasciatore di quella melodic trap che, specialmente tra i rapper più giovani, sta venendo meno a favore di strumentali ben più semplici e di impatto.

Ed è proprio su questi suoni che Roddy dimostra ancora una volta, come nei due capitoli di Feed Tha Streets, di esprimere al meglio qualità e doti liriche, con la caratteristica accentuazione di alcune sillabe che ad alcuni potrebbe addirittura ricordare vagamente quel thaSupreme che tanto divide i fan del rap italiano.

 

Fin da Intro, l’album, composto da 16 tracce, è un continuo alternarsi di liriche consciuos che affrontano la tipica vita di strada di un ragazzo di Compton e delle classiche barre trap piene di riferimenti ad atti sessuali con donne di non nobili origini e droghe varie, ma l’atmosfera musicale in cui il tutto è contestualizzato amalgama questi diversi ingredienti in un prodotto quantomeno piacevole, certamente non banale, ma che può forse risultare ripetitivo e facilmente dimenticabile a chi predilige suoni commerciali o comunque più pertinenti alla trap classica.

Ma qualunque sia l’opinione soggettiva sullo stile di Roddy Ricch, è inconfutabile che Please Excuse Me For Being Antisocial si chiuda col botto: War Baby nasce una notte in cui Roddy si ritrovò a vagare per i quartieri di Compton, provando la sensazione di poter morire da un momento all’altro, tenuto sotto osservazione dalle auto di pattuglia delle gang di quartiere e da quelle della polizia. Il brano è arricchito da un coro gospel che strizza l’occhiolino al Kanye West di Jesus is King e, specialmente con il testo alla mano, riesce a coinvolgere totalmente l’ascoltatore nel finale di quello che, a conti fatti, è probabilmente uno dei migliori album Usa dell’anno, invitandolo a far ripartire il disco da capo per nuovo ascolto.

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Cristiano Prataviera

Cristiano, 22 anni, do voce alla mia decennale passione per il rap e tutto quello che ci gira attorno. Laureato in Economia, mi sono trasferito da poco a Milano per frequentare il Master in Marketing e Comunicazione della Bocconi e iniziare ad approcciarmi al mondo del mercato discografico.

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