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Mecna, Sick Luke e L’Isola che non c’è: in viaggio verso Neverland

Nel 2004 usciva nei cinema Neverland, film diretto da Marc Forster e premiato anche al Festival di Venezia, che vede un giovane Johnny Depp interpretare James Matthew Barrie, un autore teatrale scozzese. L’autore viene rimproverato dal suo produttore Charles Frohman, interpretato da Dustin Hoffman, per la piattezza e la poca originalità delle sue recenti opere.

Corrado Grilli, in arte Mecna, a differenza dell’autore scozzese non ha mostrato segni di debolezza o evidenza di un possibile blocco dello scrittore. Forse nemmeno dopo l’esperienza col collettivo Blue Nox. Anzi, nel corso degli anni di album ne sono usciti, di club ne sono stati riempiti, la fan base si è allargata. Disco Inverno, Laska, Lungomare Paranoia, Blue Karaoke: I quattro “figli” che hanno permesso al rapper foggiano di identificare e poi consolidare un proprio stile, un proprio mood, una propria posizione all’interno dell’industria musicale italiana.

Un vero artista dentro il cuor suo però sa che galleggiare dentro la propria comfort zone è quanto di più dannoso e controproducente ci sia verso l’arte stessa. Questo Corrado l’ha capito. Il saper reinventarsi, che non significa necessariamente cambiare, ma porre se stessi e la propria arte a disposizione di nuove chiavi interpretative, è la principale fonte di alimentazione e sostentamento dell’io lirico.

Riprendiamo brevemente le vicende di Johnny Depp nei panni dell’autore scozzese. Come riesce a sbloccare la sua vena artistica? L’incontro casuale con una donna – Sylvia Llewelyn Davies interpretata da Kate Winslet – con i suoi quattro figli al seguito cambierà per sempre la vita dell’autore. James si affeziona ai quattro bambini a tal punto che uno di loro in particolare, Peter, sarà la fonte d’ispirazione che l’autore cercava da anni. Il bambino sarà il protagonista della sceneggiatura teatrale più importante mai scritta da James, una rivisitazione della favola di Peter Pan alla ricerca dell’Isola che non c’è: Neverland. 

Torniamo in Italia. Ai giorni nostri.

Capita spesso, parlando con amici di rap o di musica in generale, di accostare nomi e fantasticare improbabili collaborazioni tra artisti completamente diversi: “Oh ma ti immagini Tizio che fa una strofa per Caio?”, “Oh ma pensa se X dovesse produrre Y” quasi come fosse un fantacalcio. Crei il tuo dream team, la squadra dei sogni, coi giocatori che più ti piacciono. Poco importa se diversi o apparentemente incompatibili tra loro.

Natale 2018. Un fulmine a ciel sereno.

Akureyri. Mecna Prod. Sick Luke. Non è una di quelle fantasie.

Prima di allora sembravano provenire da due mondi diversi, ma a parte lo stupore iniziale, questa collaborazione non era poi così inaspettata.

Mecna negli ultimi tempi, attraverso più canali, aveva già fatto presente di vedere di buon occhio qualche esponente della nuova scena rap italiana, mostrandosi disponibile anche a collaborazioni, come per il featuring con Ernia per il suo penultimo disco Come Uccidere Un Usignolo.

Non si scopre di certo ora nemmeno il già vasto background musicale di cui dispone Sick Luke, che permette al giovane producer di affacciarsi a diverse sfumature del genere in maniera versatile e poliedrica, il tutto con estrema naturalezza e senza forzature.

Il feedback del pubblico è subito più che positivo, e i due replicano il 5 giugno 2019 con l’uscita del secondo singolo Pazzo di te.

Due indizi non fanno una prova, ma che a questo punto tra i due sia nata una certa chimica è innegabile. Inizia a perpetrare nel pubblico l’idea di un intero album tra i due.

L’estate passa. Tutto tace. Al ritorno dalle ferie un post di Mecna spegne ogni riserva. Il nome dell’album?

Il disco conta 10 tracce. Ciò che salta subito all’occhio leggendo la tracklist sono gli ospiti presenti. Eccezion fatta per Coco, che non è nuovo a collaborazioni col rapper e nel pezzo si baciano tutti gli basta un ritornello per rendere l’atmosfera magica e coinvolgente, il resto dei featuring comprende sia artisti già affermati ma comunque alla prima collaborazione con Mecna come Luchè e Tedua, sia artisti emergenti come gli PSICOLOGI, Marïna, AINÉ e Voodoo Kid che non hanno sfigurato ma che anzi hanno contribuito alla buona riuscita dell’album.

In questo percorso culminato con l’uscita dell’album entrambi gli artisti ne escono sicuramente arricchiti. Mecna ha fatto lo step successivo, forse quello che mancava. Ha avuto il coraggio di buttarsi e rendersi disponibile ad una ricerca artistica con uno dei prospetti più importanti del rap nostrano, Sick Luke che dall’altra parte ha saputo rinfrescare e modernizzare lo stile di Corrado, senza snaturarlo, proiettandolo al nuovo pubblico.

Il punto di svolta per la carriera di James Barrie è stato sicuramente l’incontro col piccolo Peter, che ha ispirato l’autore permettendogli di scrivere l’opera della vita. Che l’incontro con Sick Luke non sia anche per Mecna un punto di svolta per la sua carriera? Sarà solo il tempo a dirlo. Possiamo solo sperare che a Neverland faccia tanto freddo, come piace a Corrado.

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